Secondo l’eminente economista F.W. Engdahl l’attuale crisi economica non è un incidente o un caso: è stata attentamente pianificata allo scopo di plasmare il futuro del sistema bancario globale tramite la “distruzione creativa”; panico suscitato da una ben progettata strategia a lungo termine per cambiare il volto del sistema bancario europeo , con alla base l’idea di creare tre giganteschi colossi finanziari globali:
- CITIGROUP
- JP MORGAN CHASE
- GOLDMAN SACHS
a cui si aggiungerebbe la BANK OF AMERICA (e come poteva essere altrimenti!)
che poi userebbero il loro potere per saccheggiare le banche europee anche a costo di distruggere le economie mondiali per poi rivitalizzarle e portare avanti i loro piani negli anni a venire allo scopo di dominare la finanza mondiale ed incrementare l’egemonia statunitense in questo secolo.
Engdahl definisce questo schema una lotta per la sopravvivenza del secolo americano, ma sottolinea che le nazioni europee hanno le proprie idee al riguardo e la partita è tutt’altro che chiusa.
Le sorti dell’economia globale dipendono dalla Cina. La sua capacità di indirizzarsi ad un “atterraggio morbido”, rispetto ai forti tassi di crescita di questi ultimi anni, deciderà in ampia misura come si profilerà il 2012. Parola di Jim O’Neill, ex capo economista di Goldman Sachs di cui ora dirige la cruciale divisione gestione patrimoni. “Negli ultimi anni la Cina è diventata cruciale per l’economia mondiale: nel 2011 vi ha probabilmente aggiunto da sola l’equivalente di 1.000 miliardi di dollari – osserva in un articolo del suo blog sul Financial Times – il ché equivale a creare metà di una nuova Italia”.
E dopo un 2011 in cui si è impegnata a controllare l’inflazione nel 2012 la sfida principale della superpotenza asiatica, secondo O’Neill, sarà di contenere in maniera ordinata il rallentamento della crescita economica. “Servirà un po’ di fortuna assieme a attivismo” in politica economica, puntando a invertire le dinamiche dei prezzi da rialzi verso attenuazioni, e così facendo rilanciare la crescita dei reddi9ti disponibili che in ultima istanza aumenterebbe il contributo della domanda interna all’economia cinese. “Per il bene dei cinesi e di noi tutti – conclude O’Neill – speriamo che ci riescano”.
