Chi siamo, da dove veniamo, dove andremo..

Oggi riguardando tutto quello che la razza umana è riuscita a fare nei 250.000 anni in cui si è evoluto in homo sapiens, mi viene da pensare che sia l’unico elemento estraneo a questo pianeta.

L’estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene, detta anche estinzione di massadel Cretaceo, è una drammatica riduzione nel numero delle specie viventi sulla Terra, avvenuta tra 65 e 95 milioni di anni fa, è caratterizzato da una delle maggiori estinzioni faunistiche verificatesi durante il Fanerozoico, che hanno portato alla scomparsa di circa il 70% delle specie marine esistenti e delle specie continentali.

Nel 1980, il premio Nobel per la fisica Luis Alvarez, suo figlio Walter e Frank Asaro misurarono in alcuni livelli geologici risalenti al limite K-T (abbreviazione per Cretaceo-Terziario), campionati vicino Gubbio in Italia, la presenza di una concentrazione insolita di iridio, elemento chimico piuttosto raro sulla Terra ma comune nelle meteoriti. Essi avanzarono, pertanto, l’ipotesi che l’estinzione di massa fosse stata provocata dall’urto con un meteorite.

I ricercatori Gerta Keller, Thierry Adatte, Wolfgang Stinnesbeck, Mario Rebolledo-Vieyra, Jaime Urrutia Fucugauchi, Utz Kramar e Doris Stüben, ritengono che l’impatto del meteorite sarebbe avvenuto almeno 300.000 anni dopo l’estinzione dei dinosauri. Secondo loro la fine dei grandi rettili fu causata, invece, da una serie incredibilmente violenta di eruzioni vulcaniche avvenute nel Deccan, una regione dell’India. Queste enormi eruzioni avrebbero provocato quegli sconvolgimenti climatici che determinarono l’estinzione di massa. L’enorme quantità di gas, e altre sostanze emesse dai vulcani, avrebbero provocato, quasi sicuramente, gli effetti che oggi i paleontologi possono osservare nelle rocce sedimentarie risalenti a circa 65 milioni di anni fa.

Se ciò dovesse corrispondere al vero, mi sorge un forte dubbio, che ciò che si generò dopo questa catastrofe non sia dovuto a forme di vita presenti sul pianeta, tranne che per quelle sopravvissute, ma a microrganismi presenti in queste masse provenienti dallo spazio.

Una forma di vita estremamente evolutiva, rispetto a quelle già presenti, probabilmente estintasi su un altro pianeta simile alla Terra che milioni di anni fa esplose portando con se questo carico di microrganismi.

Ciò spiegherebbe perché questa forma di vita non riesce a vivere in simbiosi con il Pianeta, perché distrugge tutto ciò che crea e uccide tutto ciò che trova.

Sono strani pensieri di una notte che mi vede sveglio a riflettere su come gli equilibri di un pianeta perfetto che genera vita possano essere compromessi da uno solo degli elementi presenti su di esso.

Forse un giorno anche questo pianeta esploderà facendo vagare per il cosmo i sui frammenti avvelenati, con la speranza che non incontri mai più un altro pianeta pieno di vita.

Forse siamo ancora in tempo

Ho una strana voglia di spaccare tutto, di distruggere tutto ciò che mi sta intorno, resettando tutto e ripartendo da zero.

Sono anni che stiamo correndo per raggiungere una meta che non c’è, ci illudiamo che producendo falsa ricchezza miglioreremo il mondo, ma senza accorgercene stiamo sprofondando in un grande abisso.

Non serve più essere competenti, preparati o avere buone idee, devi appartenere a un potentato per salire la china, oppure devi vendere la tua dignità di uomo e sottometterti a un mediocre individuo che dal basso della sua ignorante arroganza ti comanda.

Non si può più sopportare, bisogna reagire, far valere le proprie idee i propri principi e far rispettare quei valori in cui credi e su cui hai poggiato la tua esistenza.

Mi rendo conto sempre più che l’aver tollerato questo stato di cose per tanto tempo, ha fatto subentrare in tanti che è l’unico modo che c’è di convivere con il resto del mondo. Ma se ogni singolo individuo iniziasse a rinunciare al superfluo, vivendo secondo le proprie possibilità e necessità, le grandi catene di distribuzione dovrebbero chiudere, si ritornerebbe a un consumo sostenibile.

Riappropriarsi della terra di ciò che riesce a produrre, riprendere vecchi mestieri che consentivano di sfruttare le vere risorse, quelle prodotte in modo naturale senza ricorrere alle materie sintetiche, riutilizzando e riciclando tutto ciò che si dismette.

Rispettare gli equilibri di un pianeta che ormai non sopporta più quello che la razza umana gli sta infliggendo, dare dignità a tutti i popoli liberandoli da chi li sfrutta e sfrutta le loro risorse solo per guadagno e potere.

Un mondo che viaggia a una velocità naturale, dove produrre significa soddisfare le esigenze e non accumulare ricchezze e gestire potere, un mondo migliore.

Domani quando scenderò nel mondo che ci siamo costruiti, cercherò di abbassare quelle barriere che si ergono in difesa dagli altri, cercherò di sentire cosa dice il mio vicino di casa a cui dico solo buongiorno e accenno un sorriso uscendo per correre e produrre, magari riuscirò a avere un amico in più.

Pensieri e parole

Arriva un momento nella vita di ognuno di noi che ci si ferma e si tirano le somme di ciò che si sta facendo.

Ci sono stati momenti che sembrava che tutto andasse per il meglio, che bastasse adoperarsi per ritagliarsi uno spazio nella comunità, accumulare un poco di ricchezza per darsi tranquillità. Così non è stato.

Oggi abbiamo davanti a noi quello che è stato il totale fallimento di quel sogno iniziato nel dopoguerra, la speranza che tutte le classi sociali dovessero non sapere più cos’è la povertà, che ognuno potesse avere le stesse possibilità di affermarsi nella vita, che gli eventi avessero dato agli uomini l’insegnamento che il potere non può essere di uno o di pochi ma deve essere di tanti.

Sino a ieri qualcuno con lo scopo di aumentare il proprio controllo sugli altri, ha fatto in modo che restassero occultate alcune tra le più atroci verità di questo secolo appena trascorso. Solo qualche voce isolata denunciava progetti folli di volontà di plasmare i popoli, voci che venivano spente per sempre.

Mentre i popoli cercavano di dimenticare le atrocità dell’ultima grande guerra, un gruppo di uomini senza scrupoli stava già pensando a come lucrare sulle future generazioni. Grandi imperi finanziari costruiti sulla fatica di tanti disperati, che dopo aver perso ogni cosa partirono alla ricerca di una nuova dignità.

Il progresso ha portato a un falso benessere legato alla capacità di spendere e acquistare tutto ciò che non serve, beni di lusso considerati come traguardi da raggiungere.

L’ostentare l’opulenza come risultato di aver saputo fare le scelte giuste, ha fatto perdere di vista quei principi che dovrebbero far sentire tutti gli uomini uguali.

Allora pensi che devi fare qualcosa che bisogna impegnarsi affinchè le giovani menti si riapproprino di quei valori e principi che si discostano da questo modello di società consumistica, così decidi di metterti in gioco e provarci.

Segui quello che negli ultimi venti anni è l’unica cosa sensata che hai sentito, ne assorbi il principio l’idea e trovi che collima perfettamente con quel modello di società che vorresti, dove ogni singolo riesce a non sentirsi inferiore a un altro, dove ogni ruolo riveste la sua importanza.

T’impegni rubi tempo alle tue passioni e alla tua famiglia, dicendoti è necessario, incontri persone che come te credono in questa idea di cambiamento e insieme, come una sola entità ti spendi per trovare tutte le strade possibili perchè ciò diventi realtà.

Quanti bocconi amari hai ingoiato, quante volte osservando il comportamento degli altri hai pensato di mollare tutto, ma poi c’era sempre chi ti riaccendeva quella fiamma che ti fa ardere di passione e voglia di riuscire.

Ecco che un giorno quello che non pensavi avvenisse mai succede. Ti dici che ora finalmente è giunto il momento di dare forma a tutte quelle idee che hai promulgato per anni.

Però qualcosa si rompe, quelle idee e quei principi che ti hanno tanto appassionato e in cui ancora credi fermamente non sono applicati così come ti aspettavi.

Allora che fare? Mollare?

Non se ne parla nemmeno. Ora più di prima ancorato a quei concetti e quelle idee rifiutando l’idea che tutto si trasformi solo in una mera questione di numeri, che il consenso viene prima di tutto il resto.

Rieccoti qui a parlare di comunità consapevole, di nuove generazioni, di ritorno al consumo sostenibile, di ridare speranza e fiducia a chi ormai pensa che tutto è perduto.

Forse anche questa volta ti farai del male, forse è propria nella natura umana la tendenza a autodistruggersi, forse, ma non puoi non provare a cambiare, non puoi vedere il sogno dissolversi senza lottare per vederlo realizzarsi.

Domattina ti sveglierai e ricomincerai come se questi pensieri fossero solo una piccola parentesi in un ampio discorso.

Giovani di ieri e giovani di oggi

Questo vuole essere un mio appello a tutti le persone che oggi sono nella condizione di essere definiti “giovani”.

Io ho quasi 50 anni, figlio della rivoluzione del ’68 di cui ho subito le conseguenze, parziale protagonista di quella triste pagina della lotta armata della fine degli anni ’70 e inizio degli anni ’80.

Questa mia generazione che allora si trovò orfana di valori su cui poggiare solidi basi di crescita, condizionata dai modelli della trasgressione, ha subito quella che è sempre stata la strategia di chi gestisce il potere.

Quei ragazzi che credevano nell’impegno politico, sono stati messi uno contro l’altro, aizzati dai grandi oratori di quei partiti che nelle piazze urlavano e incitavano alla lotta, mentre nelle stanze del potere si spartivano le poltrone.

Gli stessi che li hanno venduti al potere occulto di chi vuole gestire la politica internazionale, accusandoli delle stragi che loro organizzavano, creando quel clima di terrore che ha fatto si che le idee fossero sommerse dalla violenza.

Voi che oggi siete nella condizione di non avere un lavoro, che forse nessuno potrà mai garantirvi, voi che nel futuro avete solo incertezze, non fate lo stesso errore che ha fatto la mia generazione, rimanete uniti non lasciate che vi mettano uno contro l’altro, non seguite un simbolo o un leader ma solo le vostre idee.

Lottate per il vostro futuro, ribellatevi a tutto il sistema politico mafioso, non fatevi condizionare da chi con i soldi e il potere vi promette ciò che non potrà mai darvi, create quella rete che oggi non comunica che è capace di riportare solo ciò che ci vogliono far sapere, siate veramente protagonisti di un cambiamento culturale.

A voi voglio dire, se ognuno di voi fa un piccolo gesto quotidiano nel comprendere le ragioni dell’altro, se ogni vostra singola scelta eviterà di favorire voi stessi a discapito di un vostro coetaneo, forse, e ripeto forse, insieme anche a chi come me ancora crede in questa possibilità, riusciremo a cambiare questo mondo, unendo sotto la forza delle idee tutti coloro che vorrebbero che nessuno sia meglio o peggio dell’altro.

So che quanto ho scritto sa di retorica, ma sono le cose che penso e per cui mi batto, sono il principio per cui ogni giorno trovo la forza di alzarmi e lottare per sopravvivere, sono le cose che mi tengono legato a questa terra di Calabria gestita da chi in nome del denaro e del potere è capace di uccidere, sono i motivi che mi spingono a metterci la faccia e non nascondermi anche se ciò può essere rischioso per me e per chi mi sta intorno.

A voi speranza di chi è stato tradito, a voi generazione di precari e disoccupati, a voi urlo la mia speranza che un giorno io possa vedere un popolo unito nella giustizia e della parità dei diritti.

 

Primo Maggio

Questa data è sempre stato un simbolo della lotta operaia, qualcosa che dava il giusto riconoscimento a chi con la propria lotta difendeva i diritti dei tanti.

Oggi invece questa data si è svuotata di tutti i contenuti, è diventata una data per fare un mega concerto in piazza a roma e altre “zimpunie” sperse qua e la.

Ieri anche a Rende una massa di persone ha invaso il parco fluviale, autorizzati dal Comune che però non ha provveduto a attrezzare l’area come si deve, a discapito degli abitanti del quartiere.

I giovani su cui tanti riponiamo le speranze di un cambiamento epocale, ieri hanno dato dimostrazione che forse non sono ancora pronti, un’intera area devastata da rifiuti di ogni genere abbandonati o affidati alla corrente del fiume.

Nello spazio antistante il condominio che affaccia sul parco e a poche decine di metri sulla 19 bis ci sono i cassonetti per la differenziata, ma probabilmente non erano di gradimento.

Queste foto vi daranno la visione di quello che dico.

 

Altra cosa che le foto non possono far vedere è che non essendovi stati predisposti servizi igienici, le migliaia di persone che c’erano hanno fatto i loro bisogni dove capitava, finanche nei giardini condominiali.2013-05-02 08.59.39 2013-05-02 08.59.55 2013-05-02 09.01.42 2013-05-02 09.02.11

25 Aprile

25 aprile 1945 le forze armate alleate entrano in Torino e Milano, sancendo la fine dell’occupazione nazi-fascista in Italia.

 

Questo è un dato storico che nessuno mette in dubbio e nessuno può sminuire, come la partecipazione della Resistenza Partigiana a questo risultato.

 

Oggi viviamo nel 2013 in una Nazione che ha visto amministrare i beni dello Stato, perciò dei cittadini,per oltre 20 anni da una classe politica irresponsabile e poco onesta.

Il processo mani pulite a posto fine a 46 anni di prima Repubblica con lo scoperchiamento di una maleodorante situazione di potere e di lobby mirate a gestire la cosa pubblica al solo scopo di favorire l’interesse personale, favorendo così l’infiltrazione dei poteri politico-mafiosi nelle Istituzioni dello Stato.

 

Ma quel processo dopo aver scoperchiato il contenitore di tanto marciume, non è stato in grado di pulire sino in fondo, opponendo alla giustizia i forti poteri della massoneria deviata, ormai annidatasi in ogni dove e finanche nella magistratura.

 

Fatto sta che l’esito porta dopo due anni di lotta e azzeramenti di intere strutture di partito, alla comparsa sulla scena politica, del peggiore modello possibile, quello della politica fatta con i soldi per i soldi.

 

Il 1994 partecipa per la prima volta a una competizione elettorale Forza Italia una nuova formazione politica che fa capo a un imprenditore lombardo, legato a filo doppio con uno dei principali artefici del declino della prima Repubblica,stiamo parlando di Silvio Berlusconi e Bettino Craxi.

 

I discorsi liberali e di riforme di questo tele imbonitore fanno si che dalle urne esca un risultato a lui favorevole, anche se non completamente autonomo, passano soli 8 mesi e 7 giorni e il primo governo Berlusconi, primo anche nel vedere esponenti del MSI nella squadra di governo, entra in crisi e si scioglie.

 

La Lega Nord che con il suo capo politico Bossi urlava mafioso a Berlusconi, chiedendogli dove avesse preso i soldi per costruire Milano 2, vi si allea, ma proprio la Lega si rivelerà fatale al governo guidato da Berlusconi.

 

Arriva il primo Governo Tecnico della storia della Repubblica Italiana, guidato da Lamberto Dini, che resta in carica per 486 giorni, ovvero 1 anno e 4 mesi, governo che vide molti passaggi poco trasparenti, come la richiesta dell’allora Ministro Mancuso di azioni disciplinari per i Magistrati dell’inchiesta “Mani Pulite”.

 

Arriva così il primo Governo Prodi, che dura 887 giorni, pari a due anni,cinque mesi e quattro giorni, squadra che vede scendere il Politica l’ex Magistrato Antonio Di Pietro, e fu anche il governo che portò l’Italia nell’area Euro.

 

Ma nell’area di estrema sinistra le politiche del governo non piacciono e cosi Rifondazione Comunista, anche con il suo piccolo peso, diventa lo strumento che consente al Centro Desta di far cadere il governo.

 

Vengono fatte nuove consultazioni e viene dato l’incarico a Massimo Dalema che resterà in carica sino al 22 dicembre 1999 per un totale di 427 giorni, ovvero 1 anno, 2 mesi e 1 giorno, ne seguirà un secondo mandato a Dalema che si concluderà con gravi danni per la sinistra italiana il 25 aprile del 2000.

 

Prende così il via il secondo Governo tecnico della storia della Repubblica con Antonio Amato. Governo che vista la difficile situazione politica e economica dell’Italia, vara una serie di misure d’austerità che metteranno a dura prova l’economia interna.

 

Si va alle urne e l’11 giugno 2001 nasce il secondo Governo Berlusconi che resta in carica sino al 23 aprile 2005 per un totale di 1.412 giorni, ovvero 3 anni, 10 mesi e 12 giorni fu definito il Governo delle leggi ad personam, che hanno visto aggiustare gran parte dei guai giudiziari del Presidente del Consiglio.

 

La dura sconfitta alle regionali del 2005 del Centro Destra, porta a una crisi di Governo, ma con nuove consultazioni l’allora P.d.R. Carlo Azeglio Ciampi riaffido l’incarico a Berlusconi.

 

A termine della legislatura le urne confermano il dato delle Regionali e si ha così il secondo Governo Prodi. Un centro sinistra che ha avuto necessità di fondersi con forze politiche assai differenti,questo porta a profonde spaccature e correnti interne, cosi dopo 722 giorni, ovvero 1 anno, 11 mesi e 21 giorni, si conclude definitivamente l’avventura. Questo Governo ebbe il primato di avere 103 componenti il più numeroso della storia della Repubblica Italiana. Altra nota negativa fu la nomina a Ministro della Giustizia di Clemente Mastella, poi dimessosi per l’inchiesta che lo vide imputato di partecipazione esterne con la Camorra.

 

Tutto questo fece si che alle consultazioni elettorali del 2008 il Centro Desta ritornò vincente e si diede vita al IV governo Berlusconi.

Il Paese era già compromesso il 2001 e in questi 7 anni che Destra e Sinistra hanno giocato a farsi l’opposizione, difendendo solo gli interessi dei potentati e di chi era in Parlamento lo stato di salute dell’economia si è aggravato sino all’incancrenimento e al collasso totale.

 

Il Presidente Napolitano, soprannominato la penna più veloce della storia per le tante schifezze firmate, diede incarico per il terzo Governo tecnico a un grande luminare Mario Monti, che con foglio e calcolatrice in mano, ha fatto di conto e stabilito quanti soldi servivano per garantire ai partner europei la solidità dell’Italia. Ma dove trovarli questi soldi? Di certo non poteva inemicarsi la classe politica, nemmeno i potentati dei banchieri, visto che ne fa parte, tanto meno le lobby massoniche e i potentati dei dirigenti pluri pagati, gli restava solo il popolo, li di soldi ce ne sono pochi ma loro sono in tanti, e se questo porterà a qualche centinaio di suicidi, è il prezzo da pagare per restare in Europa.

 

Ho scritto questo resoconto degli ultimi 19 anni di storia dei Governi italiani per volervi dire che nel pieno rispetto del valore dei principi e dei sacrifici degli uomini che sono stati protagonisti della liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, queste figure che oggi celebrano questa data con solenni parate, non sono degni di farlo, per questo se i Partigiani oggi vedessero tutto quello che accade piangerebbero, e le persone oneste di questo Paese, che sono la maggior parte lo sanno.

 

Buon25 aprile a tutti e buona democrazia.

Percorsi di vita

Sono quasi arrivato a 50 anni e di cose ne ho visto tante, tante ne ho vissute di esperienze belle e brutte ma sempre esperienze che formano il bagaglio che fa di me quello che sono adesso.

Qualche volta la vita ti segna un percorso che in un modo o nell’altro segui senza un vero motivo quasi come se qualcuno o qualcosa ti attira verso quel percorso in un modo irresistibile.

Avevo appena 14 anni neanche finiti quando iniziai a essere il “rappresentante” di un gruppo, una classe di 1° ragioneria dove nessuno sapeva quali erano i diritti di uno studente.

A causa di questo mio impegno mi feci molte antipatie nell’ambito dell’istituto non ultime quelle di alcuni docenti che affrontai davanti alla classe richiamando i diritti di ogni singolo studente. Persi un anno per seguire questo percorso e l’anno successivo visto che la classe che avevo trovato non aveva nessuna voglia di lottare a metà mi ritirai e mi sono trasferito in un altro istituto.

Ma come si dice il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche qui presi subito a interessarmi dei problemi dell’istituto, dopo poco tempo ci fu un’occupazione e mi resi subito attivo, nonostante alcuni professori mi avessero avvicinato e invitato a astenermi da questa “stupida lotta che non avrebbe portato a niente e avrebbe invece influito sul giudizio del mio profitto”, indovinate cosa ho fatto?

Il fatto che molti di quelli di cui presi le difese mi si rivoltarono contro quando ero io a avere bisogno mi fece allontanare dalle lotte e per un lungo periodo di tempo mi occupai solo di me stesso, a tratti neanche tanto bene.

Dopo tanti anni in uno dei periodi peggiori del Paese in cui vivo il mio fervore per la lotta si è di colpo risvegliato, grazie alla rete e ai gruppi che spontaneamente, o almeno cosi sembrava, si andavano formando. Tre anni fa ripresi a lottare ma questa volta per difendere quei principi che dovrebbero essere innati in ogni persona nata libera e che si considera tale.

Oggi penso che sono nato nel Paese sbagliato e anche nella parte sbagliata di questo, qui sembra che tutti facciano di tutto per non cambiare nulla e quando qualcosa inizia a smuoversi ognuno pensa di doversene prendere merito o esserne protagonista, allora forse conviene lasciarlo questo Paese e andare a cercare un luogo dove lottare abbia un senso o magari non ce l’abbia perché non è necessario lottare per far valere i propri diritti.

Ma forse stasera sono troppo amareggiato dagli avvenimenti e domani il mio senso di giustizia mi farà essere più combattivo del solito.

Stato laico o Stato ecclesiale?

Da qualche tempo vivo una situazione di richiesta di annullamento di matrimonio di persone a me vicine, e quello di cui sono venuto a conoscenza mi fa sorgere dei dubbi a cui fanno seguito una serie di ragionamenti.

Incominciamo con che cos’è l’annulammento:

Con dichiarazione di nullità del sacramento del matrimonio si intende quel riconoscimento legale ad opera del tribunale ecclesiastico che, in virtù del diritto canonico cattolico, riconosce la nullità del sacramento del matrimonio.

Comunemente si parla di “annullamento della Rota“, o addirittura di “divorzio cattolico”, ma tecnicamente si tratta di un “riconoscimento di nullità”. Infatti secondo la dottrina cattolica il matrimonio è uno e inscindibile, pertanto non possono sussistere motivi di annullamento o risoluzione del matrimonio stesso. Se invece viene verificata ex post la sussistenza di una causa di nullità, tale da viziare la validità del matrimonio contratto, il tribunale riconosce la nullità del vincolo e dichiara lo scioglimento dei coniugi dai diritti e dagli obblighi di coniugio.

Confronto tra dichiarazione di nullità canonica e divorzio civile (e annullamento civile)

La dichiarazione di nullità è diversa dal divorzio del diritto civile: il divorzio riconosce la validità del precedente matrimonio, ne stabilisce la fine e gli obblighi verso il coniuge più debole; la dichiarazione di nullità, invece, sancisce che (a livello giuridico) il matrimonio precedente non c’è mai stato (non annullato, bensì nullo ab initio) e quindi non sussistono obblighi a protezione del coniuge più debole. Maggiori somiglianze ci sono tra la dichiarazione di nullità del diritto canonico e l’annullamento del matrimonio del diritto civile: i motivi e le cause di queste due procedure sono però diversi.

Ora i miei dubbi sorgono sul fatto che chi contrae sia il matrimonio civile che quello religioso può vedersi negati i propri diritti civili, nel caso in cui l’altro coniuge fa richiesta di annullamento e l’ottiene.

Se il matrimonio religioso è il sigillo spirituale dell’unione tra due persone come può questo essere sciolto da un Tribunale anche se definito sacro? Se non ricordo male nella formula del matrimonio religioso si dice ” non osi l’uomo dividere ciò che Dio unisce” .

Quali sono i tempi per definire annullabile un matrimonio religioso?

Perché questo dovrebbe ledere i diritti civili acquisiti con la registrazione in Municipio dell’unione?

La mia prima domanda trova risposta nel fatto che se si ha un credo religioso questi dovrebbe rifarsi ai principi del cristianesimo predicato da Cristo, che comprendeva le debolezze degli uomini e ne perdonava gli errori, non alle regole scritte da sacerdoti spesso avvezzi a esercitare il loro potere e supremazia su una popolazione spesso ignorante e bisognosa di guida spirituale.

La seconda invece non la trova, considerato che il caso che conosco vede la richiesta d’annullamento dopo oltre 10 anni di matrimonio con convivenza, ma soprattutto per motivi legati alla c.d. moralità del coniuge e della famiglia di quest’ultimo. Perciò mi sorge il dubbio che il vero motivo non sia la ricerca di verità spirituale come una simile richiesta dovrebbe cercare, ma un mero beneficio economico con il fatto che l’annullamento sancirebbe la fine dei diritti civili e quindi la non corresponsione degli alimenti. Una cosi timorata e devota persona non impiega oltre dieci anni ad accorgersi dell’immoralità del proprio coniuge con cui divide il tetto il letto e tutto il resto.

Ma ammettiamo per un momento che queste pecche morali ci siano e che siano sufficienti affinché l’unione spirituale non sia più valida, perché dovrebbe sciogliere il contratto matrimoniale civile?  Perché la parte debole della coppia, deve perdere i suoi diritti civili? Come può uno Stato laico accettare l’imposizione di un tribunale ecclesiastico su cui non può esercitare nessun controllo?

Così basta essere parenti di un alto prelato o vicini a ambienti vaticani per riuscire a ottenere un beneficio che si ripercuote anche sui diritti civili. Magari essendo anche persona adultera e infedele e quindi contraria a quelle regole morali a cui tanto si rifà l’istituzione ecclesiale.

Bisognerà mettere prima o poi fine alle ingerenze del Vaticano in quelle che sono le norme civili di questo Paese, non siamo più una monarchia il cui Re veniva consacrato dalla Chiesa che ne dettava le regole di moralità, ma siano una Repubblica con una Costituzione scritta che sancisce le regole comportamentali e con un ordinamento giuridico che ne stabilisce i diritti e i doveri di ogni singolo.

Italia terra di Santi, Poeti e Navigatori.. non a caso il primo dei termini che identifica il nostro amato e tanto controverso Paese e Santi. Se Pietro avesse costruito la Chiesa in Palestina oggi non avremmo il Papa e forse la laicità del nostro Stato non subirebbe queste ingerenze.

Mah.. saranno pensieri malsani o giuste considerazioni?

 

 Non insegnate ai bambini..

Padroni del proprio tempo

Quanti lo sono realmente padroni del proprio tempo?

Quanto tempo della giornata dedichi al tuo lavoro? Quanto ne dedichi alla tua famiglia? Quanto ne dedichi alle tue passioni?

Credo che una grande parte di questa civiltà dei consumi non sia più padrone del proprio tempo, se lo è fatto rubare dalla promessa del benessere lavorare tanto per avere tutto, ma cosa ne fai di questo tutto se poi non hai il tempo di godertelo?

Oggi lavoriamo di media 8 ore al giorno, mangiamo per ca 3 ore, dormiamo per altre 8 e stiamo nei supermercati per almeno 1 ora, risultato dell’addizione 20 ore ne restano 4 delle quali 1.5 si trascorre nelle auto per raggiungere i posti di lavoro le case e i supermercati, quindi restano 2.5 ore di tempo su 24.

Che qualità di vita si può ottenere con questi numeri?

Direi scarsa, se consideriamo che tutto questo alla fine ci porta come risultato la possibilità di possedere un auto di media cilindrata, computer tv e telefoni cellulari, pagare le tasse e magari per i più fortunati concedersi una settimana di vacanza in qualche villaggio dove tutto è scandito da orari e impegni.

Cosa ha prodotto il progresso solo una massa di nuovi schiavi inconsapevoli della loro condizione, una massa di persone indebitate che si affaticano per pagare conti e bollette senza godersi magari quell’attimo in cui un bimbo sorride a una farfalla o si rabbuia perché è volata via.

La situazione ormai è così incancrenita che quando si riesce a stare un pomeriggio in relax sembra di aver ottenuto un grande successo, oppure una pizza in compagnia degli amici sembra una grande conquista invece sono solo ritagli di un tempo che è nostro e che una parte di questa società ci ha rubato senza che noi dicessimo o facessimo nulla per impedirlo.

Chissà se ci sarà un tempo in cui ci riapproprieremo del nostro tempo?

 

Padroni del tempo..

Italiani strana gente

Oggi più di ieri mi convinco che gli italiani sono strana gente, che vogliono ciò che non hanno ma sprecano quello che invece hanno.

Vivo in Calabria una terra ricca di storia arte e cultura, tutto contornato da 780 km di coste bellissime  tre montagne e tre grandi piane che le dividono, un connubio di bellezze naturali come si trovano raramente, cose che se fossero state i altri luoghi oggi sarebbero valorizzate e propagandate in modo da farli conoscere a tutto il mondo.

L’ingombrante presenza della “ndrangheta” coadiuvata da una classe politica corrotta e collusa ha fatto si che per decenni si sia devastato un intero territorio con false promesse di sviluppo di aree industriali e una cementificazione selvaggia hanno creato un danno paesaggistico enorme, che unito alla mancata conservazione dei monumenti e la poca valorizzazione dei siti archeologici, ha prodotto una depressione del flusso turistico sino al quasi collasso dell’economia di intere aree.

Cerchiamo di creare grandi centri urbani dove accentrare un numero enorme di persone senza calcolare che questo comporterà una serie di negatività che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita di ogni singolo individuo, come la produzione di rifiuti solidi urbani, smog, inquinamento acustico e luminoso ma anche minori spazi vitali aree verdi e mobilità. Una minore concentrazione di persone potrebbe favorire un maggior sviluppo del territorio con una tecnica di costruzione meno invasiva e utilizzando la bio edilizia che avrebbe un minor impatto sull’equilibrio del nostro pianeta.

Lo sfruttamento incontrollato delle coste ha portato alla costruzione di vere e proprie città con migliaia di abitazioni che quando si riempiono producono una enormità di inquinamento e in assenza dei depuratori portano nelle limpide acque dei nostri mari una marea di sporco. Sono ormai decenni che si sentono le promesse delle varie giunte regionali sulla realizzazione di questi depuratori con affermazioni del tipo un “mare da bere” ma la triste realtà è che il nostro mare non è pulito e spesso neanche balneabile.

Altra grande fregatura che subiamo e la rete di trasporti da e per la Calabria primo su tutti la Salerno Reggio Calabria pozzo infinito di ruberie politiche e amministrative e riserva di denaro per la “ndrangheta, ma non lo è da meno la rete ferroviaria ormai vecchia e inefficiente su tutto il territorio con continue soppressioni da parte di Treni Italia di treni a lunga percorrenza e abbandono delle stazioni, i trasporti arei sono insufficienti e mal distribuiti mancanti dei collegamenti diretti e tranne rare situazioni con costi esorbitanti, i porti non sono mai stati sviluppati e praticamente a esclusione di Villa S. Giovanni che poi resta isolata da rete ferroviaria e stradale trovandosi nella punta dello stivale. Tutto questo contribuisce a ridurre il flusso turistico verso la Calabria deprimendo ancora di più la gia fragilissima economia della regione.

Eppure se ci pensiamo su un attimo non ci vorrebbe un grande investimento per modificare questa situazione e magari con una politica mirata, finanziamenti equi e controllati si potrebbe far decollare questo piccolo paradiso rendendolo fruibile a tutti quegli italiani che oggi partono per le vacanze in Paesi stranieri e non conoscono nulla di questa terra che nasconde ricchezze inestimabili. La presenza di un turismo di qualità garantito da un maggiore controllo del territorio e migliorando la professionalità e la qualità della rete di ospitalità alberghiera potrebbe far rinascere l’economia di questi luoghi che si ripercuoterebbe su quella nazionale.

Strana gente..