Io sono un uomo

Io sono un uomo e come umano vivo questa mia esistenza.

Nel percorso di questi 53 anni di vita ho incontrato tanti altri umani, pregni delle loro idee, certezze, dubbi, contraddizioni.

Ognuno di loro mi ha dato qualcosa, qualcosa da cui trarre lezione che hanno poi consentito di essere oggi quello che sono.

Ringrazio tutte le persone che ho incontrato, quelli che mi hanno dato amore, quelli che mi hanno dato odio, quelli che mi hanno fatto del bene e quelli che mi hanno fatto del male, chi mi ha fatto ridere e chi mi ha fatto piangere.

Ognuno di loro ha fatto si che io diventassi quello che sono oggi e ha fatto si che io dessi loro tutto ciò che loro hanno dato a me.

Questa nostra esistenza, lunga o corta che sia, deve essere vissuta nel pieno giorno per giorno attimo per attimo, non importa quanto e come ci sentiremo amati, delusi, traditi o feriti, nulla può sostituire l’aver dato e ricevuto esperienze che ci fanno crescere.

Molte di queste esperienze mi dovrebbero portare a non credere più nel prossimo e nelle persone che incontro, diffidare di chiunque. Ma questo non mi consentirebbe di crescere ancora di conoscere altri e capire come e quando gli uomini riescono a fare ciò che fanno.

Ho fiducia nel mondo e negli uomini perché credo che solo cercando si trova chi condivide con te il mondo a cui si appartiene e solo sbagliando si impara a conoscerlo.

Che la vita offri a voi ciò che sta offrendo a me.

Libertà e pensiero

Non esiste tempo o spazio che possa tenere incatenata una mente libera, essa cercherà sempre la verità e romperà sempre le catene della costrizione e dell’inganno.

La storia del mondo è piena di esempi di uomini che hanno dato la vita per difendere la forza e la libertà delle proprie idee. Uomini giusti che non si sono piegati al volere dei potenti e hanno cercato in ogni modo di liberare la propria terra e i propri simili da oppressori e folli che la storia ha visto alternarsi.

Noi generazioni dell’era moderna, che non abbiamo conosciuto la fame e gli stenti della guerra, figli di un secolo che ha visto la ragione prevalere sulla forza siamo comunque soggetti all’avidità di uomini che vorrebbero renderci schiavi, privi della libertà di pensiero e piegati alla logica del potere e del denaro.

Nessuno è realmente padrone di se e del proprio tempo poiché le esigenze della vita ci chiedono la necessità di essere parte di un sistema produttivo. Si può comunque essere parte di questo sistema ma non subirlo nella sua totalità, cercando con le proprie azioni di dare spazio alla libertà di pensiero e sperare di riuscire a costruire un modello che sia equo e rispettoso della dignità di ogni singolo.

Ogni esempio di ribellione, riuscito o meno, a tutte le forme di sopruso sia monito che mai la mente sarà piegata alla volontà di altri e incatenata alla schiavitù delle necessità. Si può costringere il corpo a fare ciò in cui poco si crede ma mai la mente a non pensare e sperare di liberarsi.

Ogni potente cercherà di limitare il tempo a disposizione per pensare e dare libero sfogo alla mente di immaginare e vivere liberamente, ma mai potranno impedirci di sognare o controllare i nostri sogni e cercare di modificarli. Forti di questo gli uomini sapranno difendersi dai mali del potere.

Un giorno gli uomini sapranno ascoltare la propria voglia di liberà e spezzeranno tutte le catene.

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Il mondo dei social

In un mondo che corre ad una velocità innaturale per i bioritmi umani, sono sempre più presenti gli strumenti di comunicazione .

Uno dei principali social network, che a gennaio 2015 contava 1,4 miliardi di iscritti, è sicuramente Facebook.

Questa finestra sul mondo e sulle vite di ogni suo iscritto, ha praticamente stravolto il modo di comunicare e interagire di una importante fetta della popolazione mondiale.

Non c’è mattina che non si legga di un risveglio con caffè o di una condivisione da una delle tante pagine che affollano questo social network, come se quando esci di casa incontri il tuo vicino saluti e gli offri il caffè, tutto però in uno spazio virtuale che osservano milioni di persone.

Ormai per alcuni non c’è cosa che fanno che pubblicano su questo social, sveglia, caffè, doccia etc etc, come se questo far partecipe gli altri delle loro azioni li facesse sentire meno soli o più interessanti.

C’é poi la categoria dei supereroi, quelli che salvano il mondo con i le loro pubblicazioni quelli che sanno tutto e ti spiegano fin nei minimi dettagli anche ciò che qualcun altro ha letteralmente inventato.

Insomma un mondo pieno di tutto e di niente, notizie false date per vere e quelle vere cha a volte, visto le tante false, passano per non vere.

A mio avviso utilizzare questi strumenti è molto utile se fatto nella maniera giusta, mantenere i contatti con chi è molto lontano, utilizzarlo come veicolo per diffondere le proprie azioni commerciali o sociali e politiche, scherzare e giocare con amici e parenti, ma sempre tenendo conto che il mondo reale, quello che ci gira intorno nelle nostre case, per strada o nei luoghi di lavoro è quello con cui bisogna interagire.

Una stretta di mano, un caffè al bar o una bella serata passata a ridere e scherzare non potrà mai essere eguagliata da una fredda sequenza di caratteri su di uno schermo, anche se aggraziati da emotions più o meno simpatici.

Vivere in fretta si ma ogni tanto fermatevi e fate scorrere la vita tra le vostre dita.

Chissà domani

Uno strano Paese l’Italia, mentre si dovrebbe essere orgogliosi di un’iniziativa che ci porta alla ribalta mondiale, siamo costretti a vergognarcene perché costruita nella corruzione, senza il minimo rispetto per l’ambiente, nella solita gestione del potere e del clientelismo e con la partecipazione delle organizzazioni mafiose.
Costretti a vedere scene di guerriglia urbana, forse costruite ad hoc o forse no.
La si poteva organizzare nell’area sud del Paese dove c’è una forte recessione e avrebbe portato un poco di ossigeno alle economie locali invece no niente al sud c’è la criminalità organizzata.. già, la stessa che ha gestito gli appalti al nord, perciò tanto valeva farla al sud.
Mentre tutto questo si consuma inesorabilmente intere comunità sono in festa per onorare un’icona religiosa, dimenticando miserie e sofferenze.
Chissà cosa penseranno gli storici del futuro analizzando questi ultimi 70 di storia italiana, in quale tipo di società si troveranno e come giudicheranno noi popolo che subiamo tutto questo.                                                                                                                             Chissà se questo spazio virtuale sarà ancora visibile e questi miei pensieri verranno letti. Chissà se chi lo leggerà starà vivendo in un mondo migliore o se questa follia globale avrà distrutto tutto.

Chissà domani..

Futura

Realtà e timori

Stasera mi sento proprio “na chiavica”..
Diventa difficile seguire tutto quello che si sta muovendo in questi ultimi tempi, ancora di più è capire come e quando cercare di unire una quantità enorme di energia positiva, senza correre il rischio di fare un patatrack.
Intanto questo Paese affonda e tanti pensano o meglio si illudono che con l’uscita dall’euro si risolve tutto.
Beh io questa convinzione non ce l’ho!
Se ne può parlare e discutere ma nelle sedi opportune e trovando un tavolo di mediazione con il resto dell’area euro.
Solo il pensiero che una speculazione monetaria porterebbe centinaia di famiglie che hanno lavorato una vita e hanno oggi qualche risparmio praticamente sul lastrico mi fa venire i brividi più di quanto non li abbia già stasera.
Comunque sia hanno dimostrato, a tutti i livelli, che la democrazia è data solo dai numeri, se hai la maggioranza riesci a fare ciò che ti pare se sei in minoranza, nonostante proponi soluzioni che vanno nell’interesse delle comunità, resti li a guardare come un accordo politico affaristico sgretola anni di studi e di ricerche.
Continuo a credere che l’Italia avrà ancora 10 anni di questa mala politica e poi si creeranno le condizioni perché qualche folle, ben pagato, tenti di sovvertire i vertici con la forza, qualche vecchietto come me ricorda un tentativo poi fermato durante gli anni 70 in piena austerity.
Non riesco a intravedere nessuna strada se non quella di andare fuori dai confini dell’Europa, cercando di non perdere il contatto con le proprie origini e ricreando in piccolo altrove comunità solidali e virtuose.
Ora un poco di musica rilassante e poi a letto che domani dovrò continuare a fare lo schiavo per un tozzo di pane.

Una nuova strada da percorrere

Passano gli anni e si diventa maturi, si continua a credere nella lealtà delle persone e si continua a prendere fregature.

Come mi è stato insegnato, non so essere diverso, credo negli uomini e nella loro buona fede, tranne poi incontrare pezzi di merda che ti fanno pensare se fai bene oppure no.

Certo che faccio bene, non si può vivere nella mancanza di fiducia nel prossimo, vorrebbe dire vivere una vita a metà, non godere del fatto di interagire con il prossimo e sperare che ogni singolo stia facendo quanto gli è possibile per migliorare questo mondo che va alla rovescia.

Alcune persone non hanno la capacità di vivere in sintonia con il proprio prossimo, cercano sempre l’antagonismo e non godono se non hanno un nemico da affrontare e cercare di distruggere con quanto di peggio sono capaci di esprimere. Queste persone, probabilmente insoddisfatte delle proprie vite, riescono a trovare il brutto anche nel più bello dei sogni o dei pensieri.

Mi consola però il fatto che dimostrando disponibilità si incontra tanta bella gente, ci si riconosce e senza tanti fronzoli e preamboli si percorre insieme la strada che si ritiene giusta. Aiutare una persona in difficoltà, cercare di risolvere un problema comune o dare il proprio tempo per l’interesse comune, mi ripaga delle delusioni che alcuni mi fanno vivere per qualche spicciolo o per un momento di celebrità.

Da domani si riparte con uno spirito nuovo e senza condizionamenti da quello che sono le esperienze passate, cercando di raggruppare tutte quelle energie positive e quelle persone costruttive che hanno voglia di lavorare per costruire un progetto che possa offrire alle future generazioni la possibilità di vivere un’esistenza libera da soprusi in una società in cui non conta quanto  hai ma quanto sai dare.

 

Riflessioni sulla vita e sulla morte

Salve gente,
oggi ricorre la commemorazione dei defunti un giorno in cui tutti si ritrovano a entrare nei luoghi di sepoltura dei propri cari e unirsi in ricordi di momenti di vita vissuta.

Vorrei riflettere insieme a voi sul concetto di vita e di morte.

La morte ha qualcosa di paradossale: pur essendo uno dei momenti più significativi nella vita di una persona, perché la conclude e perché intorno ad essa il pensiero ha elaborato riflessioni e rappresentazioni a non finire, non è traducibile in alcuna esperienza.

Il dolore ci fortifica, la morte ci distrugge o, se vogliamo, ci libera dal peso di un dolore insopportabile, vero o immaginario che sia, sempre che la morte sia per così dire “naturale” e non ci colga di sorpresa.
Noi possiamo avere esperienza solo della morte altrui, che ci addolora in misura proporzionale ai sentimenti provati per quella persona in vita.

Ma una vita che abbia condotto un’esistenza normale, di regola avverte la morte come un fenomeno naturale, che pone fine a una vita che si sta logorando. E’ proprio la consapevolezza di veder deperire fisicamente il corpo che induce a vedere la morte come una soluzione liberatoria.

Se la morte di un essere umano fosse qualcosa di assolutamente sconvolgente, le sue conseguenze sarebbero irreparabili. Invece la vita continua.

“La vita continua” è un’espressione metafisica, che va al di là dell’apparenza. La vita continua “per tutti” – così andrebbe interpretata. Cioè la vita è un concetto che include la morte e che caratterizza l’intero universo. La morte, dunque, è solo trasformazione.

Fatte queste considerazioni, che sono tratte da aspetti filosofici del fenomeno di vita e morte, vorrei porvi il mio pensiero.

Viviamo tutti i giorni della nostra esistenza alla ricerca di una affermazione personale, a volte con percorsi che danneggiano le persone che interagiscono con noi, se tenessimo conto di quanto equilibrio c’è nell’esistenza umana forse si riuscirebbe a vivere meglio.

Viviamo questa giornata non con tristezza, anche se gli affetti ci portano a viverla così, ma con la consapevolezza che questo fenomeno è parte del nostro essere che i ricordi legati alle persone care che ci hanno lasciato sono il prosieguo delle loro vite terrene, per questo dovremmo vivere questi momenti con maggiore serenità e dando a chi non è più con noi la possibilità di esserlo attraverso i nostri ricordi.

 

Chi siamo, da dove veniamo, dove andremo..

Oggi riguardando tutto quello che la razza umana è riuscita a fare nei 250.000 anni in cui si è evoluto in homo sapiens, mi viene da pensare che sia l’unico elemento estraneo a questo pianeta.

L’estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene, detta anche estinzione di massadel Cretaceo, è una drammatica riduzione nel numero delle specie viventi sulla Terra, avvenuta tra 65 e 95 milioni di anni fa, è caratterizzato da una delle maggiori estinzioni faunistiche verificatesi durante il Fanerozoico, che hanno portato alla scomparsa di circa il 70% delle specie marine esistenti e delle specie continentali.

Nel 1980, il premio Nobel per la fisica Luis Alvarez, suo figlio Walter e Frank Asaro misurarono in alcuni livelli geologici risalenti al limite K-T (abbreviazione per Cretaceo-Terziario), campionati vicino Gubbio in Italia, la presenza di una concentrazione insolita di iridio, elemento chimico piuttosto raro sulla Terra ma comune nelle meteoriti. Essi avanzarono, pertanto, l’ipotesi che l’estinzione di massa fosse stata provocata dall’urto con un meteorite.

I ricercatori Gerta Keller, Thierry Adatte, Wolfgang Stinnesbeck, Mario Rebolledo-Vieyra, Jaime Urrutia Fucugauchi, Utz Kramar e Doris Stüben, ritengono che l’impatto del meteorite sarebbe avvenuto almeno 300.000 anni dopo l’estinzione dei dinosauri. Secondo loro la fine dei grandi rettili fu causata, invece, da una serie incredibilmente violenta di eruzioni vulcaniche avvenute nel Deccan, una regione dell’India. Queste enormi eruzioni avrebbero provocato quegli sconvolgimenti climatici che determinarono l’estinzione di massa. L’enorme quantità di gas, e altre sostanze emesse dai vulcani, avrebbero provocato, quasi sicuramente, gli effetti che oggi i paleontologi possono osservare nelle rocce sedimentarie risalenti a circa 65 milioni di anni fa.

Se ciò dovesse corrispondere al vero, mi sorge un forte dubbio, che ciò che si generò dopo questa catastrofe non sia dovuto a forme di vita presenti sul pianeta, tranne che per quelle sopravvissute, ma a microrganismi presenti in queste masse provenienti dallo spazio.

Una forma di vita estremamente evolutiva, rispetto a quelle già presenti, probabilmente estintasi su un altro pianeta simile alla Terra che milioni di anni fa esplose portando con se questo carico di microrganismi.

Ciò spiegherebbe perché questa forma di vita non riesce a vivere in simbiosi con il Pianeta, perché distrugge tutto ciò che crea e uccide tutto ciò che trova.

Sono strani pensieri di una notte che mi vede sveglio a riflettere su come gli equilibri di un pianeta perfetto che genera vita possano essere compromessi da uno solo degli elementi presenti su di esso.

Forse un giorno anche questo pianeta esploderà facendo vagare per il cosmo i sui frammenti avvelenati, con la speranza che non incontri mai più un altro pianeta pieno di vita.

Forse siamo ancora in tempo

Ho una strana voglia di spaccare tutto, di distruggere tutto ciò che mi sta intorno, resettando tutto e ripartendo da zero.

Sono anni che stiamo correndo per raggiungere una meta che non c’è, ci illudiamo che producendo falsa ricchezza miglioreremo il mondo, ma senza accorgercene stiamo sprofondando in un grande abisso.

Non serve più essere competenti, preparati o avere buone idee, devi appartenere a un potentato per salire la china, oppure devi vendere la tua dignità di uomo e sottometterti a un mediocre individuo che dal basso della sua ignorante arroganza ti comanda.

Non si può più sopportare, bisogna reagire, far valere le proprie idee i propri principi e far rispettare quei valori in cui credi e su cui hai poggiato la tua esistenza.

Mi rendo conto sempre più che l’aver tollerato questo stato di cose per tanto tempo, ha fatto subentrare in tanti che è l’unico modo che c’è di convivere con il resto del mondo. Ma se ogni singolo individuo iniziasse a rinunciare al superfluo, vivendo secondo le proprie possibilità e necessità, le grandi catene di distribuzione dovrebbero chiudere, si ritornerebbe a un consumo sostenibile.

Riappropriarsi della terra di ciò che riesce a produrre, riprendere vecchi mestieri che consentivano di sfruttare le vere risorse, quelle prodotte in modo naturale senza ricorrere alle materie sintetiche, riutilizzando e riciclando tutto ciò che si dismette.

Rispettare gli equilibri di un pianeta che ormai non sopporta più quello che la razza umana gli sta infliggendo, dare dignità a tutti i popoli liberandoli da chi li sfrutta e sfrutta le loro risorse solo per guadagno e potere.

Un mondo che viaggia a una velocità naturale, dove produrre significa soddisfare le esigenze e non accumulare ricchezze e gestire potere, un mondo migliore.

Domani quando scenderò nel mondo che ci siamo costruiti, cercherò di abbassare quelle barriere che si ergono in difesa dagli altri, cercherò di sentire cosa dice il mio vicino di casa a cui dico solo buongiorno e accenno un sorriso uscendo per correre e produrre, magari riuscirò a avere un amico in più.

Giovani di ieri e giovani di oggi

Questo vuole essere un mio appello a tutti le persone che oggi sono nella condizione di essere definiti “giovani”.

Io ho quasi 50 anni, figlio della rivoluzione del ’68 di cui ho subito le conseguenze, parziale protagonista di quella triste pagina della lotta armata della fine degli anni ’70 e inizio degli anni ’80.

Questa mia generazione che allora si trovò orfana di valori su cui poggiare solidi basi di crescita, condizionata dai modelli della trasgressione, ha subito quella che è sempre stata la strategia di chi gestisce il potere.

Quei ragazzi che credevano nell’impegno politico, sono stati messi uno contro l’altro, aizzati dai grandi oratori di quei partiti che nelle piazze urlavano e incitavano alla lotta, mentre nelle stanze del potere si spartivano le poltrone.

Gli stessi che li hanno venduti al potere occulto di chi vuole gestire la politica internazionale, accusandoli delle stragi che loro organizzavano, creando quel clima di terrore che ha fatto si che le idee fossero sommerse dalla violenza.

Voi che oggi siete nella condizione di non avere un lavoro, che forse nessuno potrà mai garantirvi, voi che nel futuro avete solo incertezze, non fate lo stesso errore che ha fatto la mia generazione, rimanete uniti non lasciate che vi mettano uno contro l’altro, non seguite un simbolo o un leader ma solo le vostre idee.

Lottate per il vostro futuro, ribellatevi a tutto il sistema politico mafioso, non fatevi condizionare da chi con i soldi e il potere vi promette ciò che non potrà mai darvi, create quella rete che oggi non comunica che è capace di riportare solo ciò che ci vogliono far sapere, siate veramente protagonisti di un cambiamento culturale.

A voi voglio dire, se ognuno di voi fa un piccolo gesto quotidiano nel comprendere le ragioni dell’altro, se ogni vostra singola scelta eviterà di favorire voi stessi a discapito di un vostro coetaneo, forse, e ripeto forse, insieme anche a chi come me ancora crede in questa possibilità, riusciremo a cambiare questo mondo, unendo sotto la forza delle idee tutti coloro che vorrebbero che nessuno sia meglio o peggio dell’altro.

So che quanto ho scritto sa di retorica, ma sono le cose che penso e per cui mi batto, sono il principio per cui ogni giorno trovo la forza di alzarmi e lottare per sopravvivere, sono le cose che mi tengono legato a questa terra di Calabria gestita da chi in nome del denaro e del potere è capace di uccidere, sono i motivi che mi spingono a metterci la faccia e non nascondermi anche se ciò può essere rischioso per me e per chi mi sta intorno.

A voi speranza di chi è stato tradito, a voi generazione di precari e disoccupati, a voi urlo la mia speranza che un giorno io possa vedere un popolo unito nella giustizia e della parità dei diritti.