Primo Maggio

Questa data è sempre stato un simbolo della lotta operaia, qualcosa che dava il giusto riconoscimento a chi con la propria lotta difendeva i diritti dei tanti.

Oggi invece questa data si è svuotata di tutti i contenuti, è diventata una data per fare un mega concerto in piazza a roma e altre “zimpunie” sperse qua e la.

Ieri anche a Rende una massa di persone ha invaso il parco fluviale, autorizzati dal Comune che però non ha provveduto a attrezzare l’area come si deve, a discapito degli abitanti del quartiere.

I giovani su cui tanti riponiamo le speranze di un cambiamento epocale, ieri hanno dato dimostrazione che forse non sono ancora pronti, un’intera area devastata da rifiuti di ogni genere abbandonati o affidati alla corrente del fiume.

Nello spazio antistante il condominio che affaccia sul parco e a poche decine di metri sulla 19 bis ci sono i cassonetti per la differenziata, ma probabilmente non erano di gradimento.

Queste foto vi daranno la visione di quello che dico.

 

Altra cosa che le foto non possono far vedere è che non essendovi stati predisposti servizi igienici, le migliaia di persone che c’erano hanno fatto i loro bisogni dove capitava, finanche nei giardini condominiali.2013-05-02 08.59.39 2013-05-02 08.59.55 2013-05-02 09.01.42 2013-05-02 09.02.11

25 Aprile

25 aprile 1945 le forze armate alleate entrano in Torino e Milano, sancendo la fine dell’occupazione nazi-fascista in Italia.

 

Questo è un dato storico che nessuno mette in dubbio e nessuno può sminuire, come la partecipazione della Resistenza Partigiana a questo risultato.

 

Oggi viviamo nel 2013 in una Nazione che ha visto amministrare i beni dello Stato, perciò dei cittadini,per oltre 20 anni da una classe politica irresponsabile e poco onesta.

Il processo mani pulite a posto fine a 46 anni di prima Repubblica con lo scoperchiamento di una maleodorante situazione di potere e di lobby mirate a gestire la cosa pubblica al solo scopo di favorire l’interesse personale, favorendo così l’infiltrazione dei poteri politico-mafiosi nelle Istituzioni dello Stato.

 

Ma quel processo dopo aver scoperchiato il contenitore di tanto marciume, non è stato in grado di pulire sino in fondo, opponendo alla giustizia i forti poteri della massoneria deviata, ormai annidatasi in ogni dove e finanche nella magistratura.

 

Fatto sta che l’esito porta dopo due anni di lotta e azzeramenti di intere strutture di partito, alla comparsa sulla scena politica, del peggiore modello possibile, quello della politica fatta con i soldi per i soldi.

 

Il 1994 partecipa per la prima volta a una competizione elettorale Forza Italia una nuova formazione politica che fa capo a un imprenditore lombardo, legato a filo doppio con uno dei principali artefici del declino della prima Repubblica,stiamo parlando di Silvio Berlusconi e Bettino Craxi.

 

I discorsi liberali e di riforme di questo tele imbonitore fanno si che dalle urne esca un risultato a lui favorevole, anche se non completamente autonomo, passano soli 8 mesi e 7 giorni e il primo governo Berlusconi, primo anche nel vedere esponenti del MSI nella squadra di governo, entra in crisi e si scioglie.

 

La Lega Nord che con il suo capo politico Bossi urlava mafioso a Berlusconi, chiedendogli dove avesse preso i soldi per costruire Milano 2, vi si allea, ma proprio la Lega si rivelerà fatale al governo guidato da Berlusconi.

 

Arriva il primo Governo Tecnico della storia della Repubblica Italiana, guidato da Lamberto Dini, che resta in carica per 486 giorni, ovvero 1 anno e 4 mesi, governo che vide molti passaggi poco trasparenti, come la richiesta dell’allora Ministro Mancuso di azioni disciplinari per i Magistrati dell’inchiesta “Mani Pulite”.

 

Arriva così il primo Governo Prodi, che dura 887 giorni, pari a due anni,cinque mesi e quattro giorni, squadra che vede scendere il Politica l’ex Magistrato Antonio Di Pietro, e fu anche il governo che portò l’Italia nell’area Euro.

 

Ma nell’area di estrema sinistra le politiche del governo non piacciono e cosi Rifondazione Comunista, anche con il suo piccolo peso, diventa lo strumento che consente al Centro Desta di far cadere il governo.

 

Vengono fatte nuove consultazioni e viene dato l’incarico a Massimo Dalema che resterà in carica sino al 22 dicembre 1999 per un totale di 427 giorni, ovvero 1 anno, 2 mesi e 1 giorno, ne seguirà un secondo mandato a Dalema che si concluderà con gravi danni per la sinistra italiana il 25 aprile del 2000.

 

Prende così il via il secondo Governo tecnico della storia della Repubblica con Antonio Amato. Governo che vista la difficile situazione politica e economica dell’Italia, vara una serie di misure d’austerità che metteranno a dura prova l’economia interna.

 

Si va alle urne e l’11 giugno 2001 nasce il secondo Governo Berlusconi che resta in carica sino al 23 aprile 2005 per un totale di 1.412 giorni, ovvero 3 anni, 10 mesi e 12 giorni fu definito il Governo delle leggi ad personam, che hanno visto aggiustare gran parte dei guai giudiziari del Presidente del Consiglio.

 

La dura sconfitta alle regionali del 2005 del Centro Destra, porta a una crisi di Governo, ma con nuove consultazioni l’allora P.d.R. Carlo Azeglio Ciampi riaffido l’incarico a Berlusconi.

 

A termine della legislatura le urne confermano il dato delle Regionali e si ha così il secondo Governo Prodi. Un centro sinistra che ha avuto necessità di fondersi con forze politiche assai differenti,questo porta a profonde spaccature e correnti interne, cosi dopo 722 giorni, ovvero 1 anno, 11 mesi e 21 giorni, si conclude definitivamente l’avventura. Questo Governo ebbe il primato di avere 103 componenti il più numeroso della storia della Repubblica Italiana. Altra nota negativa fu la nomina a Ministro della Giustizia di Clemente Mastella, poi dimessosi per l’inchiesta che lo vide imputato di partecipazione esterne con la Camorra.

 

Tutto questo fece si che alle consultazioni elettorali del 2008 il Centro Desta ritornò vincente e si diede vita al IV governo Berlusconi.

Il Paese era già compromesso il 2001 e in questi 7 anni che Destra e Sinistra hanno giocato a farsi l’opposizione, difendendo solo gli interessi dei potentati e di chi era in Parlamento lo stato di salute dell’economia si è aggravato sino all’incancrenimento e al collasso totale.

 

Il Presidente Napolitano, soprannominato la penna più veloce della storia per le tante schifezze firmate, diede incarico per il terzo Governo tecnico a un grande luminare Mario Monti, che con foglio e calcolatrice in mano, ha fatto di conto e stabilito quanti soldi servivano per garantire ai partner europei la solidità dell’Italia. Ma dove trovarli questi soldi? Di certo non poteva inemicarsi la classe politica, nemmeno i potentati dei banchieri, visto che ne fa parte, tanto meno le lobby massoniche e i potentati dei dirigenti pluri pagati, gli restava solo il popolo, li di soldi ce ne sono pochi ma loro sono in tanti, e se questo porterà a qualche centinaio di suicidi, è il prezzo da pagare per restare in Europa.

 

Ho scritto questo resoconto degli ultimi 19 anni di storia dei Governi italiani per volervi dire che nel pieno rispetto del valore dei principi e dei sacrifici degli uomini che sono stati protagonisti della liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, queste figure che oggi celebrano questa data con solenni parate, non sono degni di farlo, per questo se i Partigiani oggi vedessero tutto quello che accade piangerebbero, e le persone oneste di questo Paese, che sono la maggior parte lo sanno.

 

Buon25 aprile a tutti e buona democrazia.

Percorsi di vita

Sono quasi arrivato a 50 anni e di cose ne ho visto tante, tante ne ho vissute di esperienze belle e brutte ma sempre esperienze che formano il bagaglio che fa di me quello che sono adesso.

Qualche volta la vita ti segna un percorso che in un modo o nell’altro segui senza un vero motivo quasi come se qualcuno o qualcosa ti attira verso quel percorso in un modo irresistibile.

Avevo appena 14 anni neanche finiti quando iniziai a essere il “rappresentante” di un gruppo, una classe di 1° ragioneria dove nessuno sapeva quali erano i diritti di uno studente.

A causa di questo mio impegno mi feci molte antipatie nell’ambito dell’istituto non ultime quelle di alcuni docenti che affrontai davanti alla classe richiamando i diritti di ogni singolo studente. Persi un anno per seguire questo percorso e l’anno successivo visto che la classe che avevo trovato non aveva nessuna voglia di lottare a metà mi ritirai e mi sono trasferito in un altro istituto.

Ma come si dice il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche qui presi subito a interessarmi dei problemi dell’istituto, dopo poco tempo ci fu un’occupazione e mi resi subito attivo, nonostante alcuni professori mi avessero avvicinato e invitato a astenermi da questa “stupida lotta che non avrebbe portato a niente e avrebbe invece influito sul giudizio del mio profitto”, indovinate cosa ho fatto?

Il fatto che molti di quelli di cui presi le difese mi si rivoltarono contro quando ero io a avere bisogno mi fece allontanare dalle lotte e per un lungo periodo di tempo mi occupai solo di me stesso, a tratti neanche tanto bene.

Dopo tanti anni in uno dei periodi peggiori del Paese in cui vivo il mio fervore per la lotta si è di colpo risvegliato, grazie alla rete e ai gruppi che spontaneamente, o almeno cosi sembrava, si andavano formando. Tre anni fa ripresi a lottare ma questa volta per difendere quei principi che dovrebbero essere innati in ogni persona nata libera e che si considera tale.

Oggi penso che sono nato nel Paese sbagliato e anche nella parte sbagliata di questo, qui sembra che tutti facciano di tutto per non cambiare nulla e quando qualcosa inizia a smuoversi ognuno pensa di doversene prendere merito o esserne protagonista, allora forse conviene lasciarlo questo Paese e andare a cercare un luogo dove lottare abbia un senso o magari non ce l’abbia perché non è necessario lottare per far valere i propri diritti.

Ma forse stasera sono troppo amareggiato dagli avvenimenti e domani il mio senso di giustizia mi farà essere più combattivo del solito.

Stato laico o Stato ecclesiale?

Da qualche tempo vivo una situazione di richiesta di annullamento di matrimonio di persone a me vicine, e quello di cui sono venuto a conoscenza mi fa sorgere dei dubbi a cui fanno seguito una serie di ragionamenti.

Incominciamo con che cos’è l’annulammento:

Con dichiarazione di nullità del sacramento del matrimonio si intende quel riconoscimento legale ad opera del tribunale ecclesiastico che, in virtù del diritto canonico cattolico, riconosce la nullità del sacramento del matrimonio.

Comunemente si parla di “annullamento della Rota“, o addirittura di “divorzio cattolico”, ma tecnicamente si tratta di un “riconoscimento di nullità”. Infatti secondo la dottrina cattolica il matrimonio è uno e inscindibile, pertanto non possono sussistere motivi di annullamento o risoluzione del matrimonio stesso. Se invece viene verificata ex post la sussistenza di una causa di nullità, tale da viziare la validità del matrimonio contratto, il tribunale riconosce la nullità del vincolo e dichiara lo scioglimento dei coniugi dai diritti e dagli obblighi di coniugio.

Confronto tra dichiarazione di nullità canonica e divorzio civile (e annullamento civile)

La dichiarazione di nullità è diversa dal divorzio del diritto civile: il divorzio riconosce la validità del precedente matrimonio, ne stabilisce la fine e gli obblighi verso il coniuge più debole; la dichiarazione di nullità, invece, sancisce che (a livello giuridico) il matrimonio precedente non c’è mai stato (non annullato, bensì nullo ab initio) e quindi non sussistono obblighi a protezione del coniuge più debole. Maggiori somiglianze ci sono tra la dichiarazione di nullità del diritto canonico e l’annullamento del matrimonio del diritto civile: i motivi e le cause di queste due procedure sono però diversi.

Ora i miei dubbi sorgono sul fatto che chi contrae sia il matrimonio civile che quello religioso può vedersi negati i propri diritti civili, nel caso in cui l’altro coniuge fa richiesta di annullamento e l’ottiene.

Se il matrimonio religioso è il sigillo spirituale dell’unione tra due persone come può questo essere sciolto da un Tribunale anche se definito sacro? Se non ricordo male nella formula del matrimonio religioso si dice ” non osi l’uomo dividere ciò che Dio unisce” .

Quali sono i tempi per definire annullabile un matrimonio religioso?

Perché questo dovrebbe ledere i diritti civili acquisiti con la registrazione in Municipio dell’unione?

La mia prima domanda trova risposta nel fatto che se si ha un credo religioso questi dovrebbe rifarsi ai principi del cristianesimo predicato da Cristo, che comprendeva le debolezze degli uomini e ne perdonava gli errori, non alle regole scritte da sacerdoti spesso avvezzi a esercitare il loro potere e supremazia su una popolazione spesso ignorante e bisognosa di guida spirituale.

La seconda invece non la trova, considerato che il caso che conosco vede la richiesta d’annullamento dopo oltre 10 anni di matrimonio con convivenza, ma soprattutto per motivi legati alla c.d. moralità del coniuge e della famiglia di quest’ultimo. Perciò mi sorge il dubbio che il vero motivo non sia la ricerca di verità spirituale come una simile richiesta dovrebbe cercare, ma un mero beneficio economico con il fatto che l’annullamento sancirebbe la fine dei diritti civili e quindi la non corresponsione degli alimenti. Una cosi timorata e devota persona non impiega oltre dieci anni ad accorgersi dell’immoralità del proprio coniuge con cui divide il tetto il letto e tutto il resto.

Ma ammettiamo per un momento che queste pecche morali ci siano e che siano sufficienti affinché l’unione spirituale non sia più valida, perché dovrebbe sciogliere il contratto matrimoniale civile?  Perché la parte debole della coppia, deve perdere i suoi diritti civili? Come può uno Stato laico accettare l’imposizione di un tribunale ecclesiastico su cui non può esercitare nessun controllo?

Così basta essere parenti di un alto prelato o vicini a ambienti vaticani per riuscire a ottenere un beneficio che si ripercuote anche sui diritti civili. Magari essendo anche persona adultera e infedele e quindi contraria a quelle regole morali a cui tanto si rifà l’istituzione ecclesiale.

Bisognerà mettere prima o poi fine alle ingerenze del Vaticano in quelle che sono le norme civili di questo Paese, non siamo più una monarchia il cui Re veniva consacrato dalla Chiesa che ne dettava le regole di moralità, ma siano una Repubblica con una Costituzione scritta che sancisce le regole comportamentali e con un ordinamento giuridico che ne stabilisce i diritti e i doveri di ogni singolo.

Italia terra di Santi, Poeti e Navigatori.. non a caso il primo dei termini che identifica il nostro amato e tanto controverso Paese e Santi. Se Pietro avesse costruito la Chiesa in Palestina oggi non avremmo il Papa e forse la laicità del nostro Stato non subirebbe queste ingerenze.

Mah.. saranno pensieri malsani o giuste considerazioni?

 

 Non insegnate ai bambini..

Padroni del proprio tempo

Quanti lo sono realmente padroni del proprio tempo?

Quanto tempo della giornata dedichi al tuo lavoro? Quanto ne dedichi alla tua famiglia? Quanto ne dedichi alle tue passioni?

Credo che una grande parte di questa civiltà dei consumi non sia più padrone del proprio tempo, se lo è fatto rubare dalla promessa del benessere lavorare tanto per avere tutto, ma cosa ne fai di questo tutto se poi non hai il tempo di godertelo?

Oggi lavoriamo di media 8 ore al giorno, mangiamo per ca 3 ore, dormiamo per altre 8 e stiamo nei supermercati per almeno 1 ora, risultato dell’addizione 20 ore ne restano 4 delle quali 1.5 si trascorre nelle auto per raggiungere i posti di lavoro le case e i supermercati, quindi restano 2.5 ore di tempo su 24.

Che qualità di vita si può ottenere con questi numeri?

Direi scarsa, se consideriamo che tutto questo alla fine ci porta come risultato la possibilità di possedere un auto di media cilindrata, computer tv e telefoni cellulari, pagare le tasse e magari per i più fortunati concedersi una settimana di vacanza in qualche villaggio dove tutto è scandito da orari e impegni.

Cosa ha prodotto il progresso solo una massa di nuovi schiavi inconsapevoli della loro condizione, una massa di persone indebitate che si affaticano per pagare conti e bollette senza godersi magari quell’attimo in cui un bimbo sorride a una farfalla o si rabbuia perché è volata via.

La situazione ormai è così incancrenita che quando si riesce a stare un pomeriggio in relax sembra di aver ottenuto un grande successo, oppure una pizza in compagnia degli amici sembra una grande conquista invece sono solo ritagli di un tempo che è nostro e che una parte di questa società ci ha rubato senza che noi dicessimo o facessimo nulla per impedirlo.

Chissà se ci sarà un tempo in cui ci riapproprieremo del nostro tempo?

 

Padroni del tempo..

Un popolo assopito

In una caldissima sera di fine giugno, in una condizione di disastro economico e sociale con la politica che non riesce a dare nessuna risposta alle grandi domande, un intero popolo esulta per l’esito di un match di calcio giocato da personaggi strapagati e disonesti.

Leggo commenti che inneggiano a un’Italia forte e vincente di leoni che combattono e vincono.. ma la vera Italia non era in quello stadio e non sta vincendo la partita la sta perdendo.

Come nell’antica Roma gli imperatori calmavano le rivolte offrendo al popolo lo sfogo dei giochi al Colosseo, così oggi il calcio con l’ausilio dei media tiene calmo un popolo sull’orlo del fallimento, domani mattina nei bar e nei luoghi di lavoro non si parlerà d’altro che di calcio dimenticando cosa sta succedendo a questo Paese governato da una classe dirigente aberrante.

Un mese fa su tutta la rete imperversavano post e foto del massacro dei cani in Ucraina e  tutti affermavano di non seguire gli europei, ieri sera alle 21:00 potevi tranquillamente circolare nudo per strada perché non incontravi nessuno, tutti incollati alla tv a seguire la partita.

Spero che quando il popolo si sveglierà da questo torpore non sia troppo tardi e che a quel punto non occorrerà ricorrere alla rivoluzione violenta che porta dietro di se sempre una repressione più violenta e un conseguente regime.

Crisi economica globale

Secondo l’eminente economista F.W. Engdahl l’attuale crisi economica non è un incidente o un caso: è stata attentamente pianificata allo scopo di plasmare il futuro del sistema bancario globale tramite la “distruzione creativa”; panico suscitato da una ben progettata strategia a lungo termine per cambiare il volto del sistema bancario europeo , con alla base l’idea di creare tre giganteschi colossi finanziari globali:
– CITIGROUP
– JP MORGAN CHASE
– GOLDMAN SACHS
a cui si aggiungerebbe la BANK OF AMERICA (e come poteva essere altrimenti!)
che poi userebbero il loro potere per saccheggiare le banche europee anche a costo di distruggere le economie mondiali per poi rivitalizzarle e portare avanti i loro piani negli anni a venire allo scopo di dominare la finanza mondiale ed incrementare l’egemonia statunitense in questo secolo.
Engdahl definisce questo schema una lotta per la sopravvivenza del secolo americano, ma sottolinea che le nazioni europee hanno le proprie idee al riguardo e la partita è tutt’altro che chiusa.

Le sorti dell’economia globale dipendono dalla Cina. La sua capacità di indirizzarsi ad un “atterraggio morbido”, rispetto ai forti tassi di crescita di questi ultimi anni, deciderà in ampia misura come si profilerà il 2012. Parola di Jim O’Neill, ex capo economista di Goldman Sachs di cui ora dirige la cruciale divisione gestione patrimoni. “Negli ultimi anni la Cina è diventata cruciale per l’economia mondiale: nel 2011 vi ha probabilmente aggiunto da sola l’equivalente di 1.000 miliardi di dollari – osserva in un articolo del suo blog sul Financial Times – il ché equivale a creare metà di una nuova Italia”.

E dopo un 2011 in cui si è impegnata a controllare l’inflazione nel 2012 la sfida principale della superpotenza asiatica, secondo O’Neill, sarà di contenere in maniera ordinata il rallentamento della crescita economica. “Servirà un po’ di fortuna assieme a attivismo” in politica economica, puntando a invertire le dinamiche dei prezzi da rialzi verso attenuazioni, e così facendo rilanciare la crescita dei reddi9ti disponibili che in ultima istanza aumenterebbe il contributo della domanda interna all’economia cinese. “Per il bene dei cinesi e di noi tutti – conclude O’Neill – speriamo che ci riescano”.