Chi siamo, da dove veniamo, dove andremo..

Oggi riguardando tutto quello che la razza umana è riuscita a fare nei 250.000 anni in cui si è evoluto in homo sapiens, mi viene da pensare che sia l’unico elemento estraneo a questo pianeta.

L’estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene, detta anche estinzione di massadel Cretaceo, è una drammatica riduzione nel numero delle specie viventi sulla Terra, avvenuta tra 65 e 95 milioni di anni fa, è caratterizzato da una delle maggiori estinzioni faunistiche verificatesi durante il Fanerozoico, che hanno portato alla scomparsa di circa il 70% delle specie marine esistenti e delle specie continentali.

Nel 1980, il premio Nobel per la fisica Luis Alvarez, suo figlio Walter e Frank Asaro misurarono in alcuni livelli geologici risalenti al limite K-T (abbreviazione per Cretaceo-Terziario), campionati vicino Gubbio in Italia, la presenza di una concentrazione insolita di iridio, elemento chimico piuttosto raro sulla Terra ma comune nelle meteoriti. Essi avanzarono, pertanto, l’ipotesi che l’estinzione di massa fosse stata provocata dall’urto con un meteorite.

I ricercatori Gerta Keller, Thierry Adatte, Wolfgang Stinnesbeck, Mario Rebolledo-Vieyra, Jaime Urrutia Fucugauchi, Utz Kramar e Doris Stüben, ritengono che l’impatto del meteorite sarebbe avvenuto almeno 300.000 anni dopo l’estinzione dei dinosauri. Secondo loro la fine dei grandi rettili fu causata, invece, da una serie incredibilmente violenta di eruzioni vulcaniche avvenute nel Deccan, una regione dell’India. Queste enormi eruzioni avrebbero provocato quegli sconvolgimenti climatici che determinarono l’estinzione di massa. L’enorme quantità di gas, e altre sostanze emesse dai vulcani, avrebbero provocato, quasi sicuramente, gli effetti che oggi i paleontologi possono osservare nelle rocce sedimentarie risalenti a circa 65 milioni di anni fa.

Se ciò dovesse corrispondere al vero, mi sorge un forte dubbio, che ciò che si generò dopo questa catastrofe non sia dovuto a forme di vita presenti sul pianeta, tranne che per quelle sopravvissute, ma a microrganismi presenti in queste masse provenienti dallo spazio.

Una forma di vita estremamente evolutiva, rispetto a quelle già presenti, probabilmente estintasi su un altro pianeta simile alla Terra che milioni di anni fa esplose portando con se questo carico di microrganismi.

Ciò spiegherebbe perché questa forma di vita non riesce a vivere in simbiosi con il Pianeta, perché distrugge tutto ciò che crea e uccide tutto ciò che trova.

Sono strani pensieri di una notte che mi vede sveglio a riflettere su come gli equilibri di un pianeta perfetto che genera vita possano essere compromessi da uno solo degli elementi presenti su di esso.

Forse un giorno anche questo pianeta esploderà facendo vagare per il cosmo i sui frammenti avvelenati, con la speranza che non incontri mai più un altro pianeta pieno di vita.

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