Giustizia e legalità in uno Stato di Diritto

La Costituzione italiana prevede nei suoi articoli una serie di indicazioni affinché sia garantito a ogni singolo la libertà e il diritto ad un’esistenza dignitosa nonché la possibilità di affermare se stesso e le sue iniziative in base alle proprie capacità.

Questi fondamentali principi di cittadinanza sono resi possibili dagli spazi che una pubblica amministrazione sa offrire e tutelare con una serie di norme che ne garantiscono l’equità. Quando però lo Stato, vale a dire l’insieme dei cittadini, organi e istituzioni, manca nell’azione di garanzia o di controllo si verifica che i potenti, forti della loro posizione, o i disonesti, forti della loro arroganza, prevalgono sulla gente comune.

Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a una involuzione della sovranità popolare a beneficio di uno strapotere di un sistema politico corrotto che ha sviluppato la capacità di replicarsi senza passare dal consenso del popolo, con l’ormai palesato intendo di togliere dalla Costituzione quei paletti che impedivano di fatto la possibilità di non rispettare il volere popolare.

Oggi con la riforma della scuola e la diffusa precarietà si vorrebbe togliere anche la possibilità di aprire le menti dei giovani e far si che un’informazione di massa condizioni il loro pensiero e li faccia diventare  passivamente rassegnati a un futuro incerto e senza grandi prospettive. Cosi facendo la malavita organizzata, quella 3.0, riesce a reclutare anche chi prima con il proprio bagaglio formativo non era materialmente corruttibile.

La speranza di chi come me a 52 anni non demorde e lotta tutti i giorni nella speranza di affrancare tutte le persone libere, è che questi giovani riescano a organizzarsi e riuscire a creare quelle competenze che servono a un Paese democratico per semplificare l’ordinamento giuridico, perciò meno leggi ma fatte in modo semplici e applicabili un esempio di questa possibilità è la “Legge Lazzati” che nel suo impianto originario diventa uno strumento di lotta al voto di scambio semplice e di facile applicazione, e senza la necessità di interventi speciali, che poi finiscono in discriminazioni di intere aree depresse.

Oggi in un convegno sul tema ho potuto apprezzare gli interventi del vice Comandante della Polizia e del Procuratore Vincenzo Luberto, se non sono solo belle parole la speranza di recuperare la sovranità dello Stato di Diritto c’è e cammina sulle gambe di questi uomini.

Il mondo dei social

In un mondo che corre ad una velocità innaturale per i bioritmi umani, sono sempre più presenti gli strumenti di comunicazione .

Uno dei principali social network, che a gennaio 2015 contava 1,4 miliardi di iscritti, è sicuramente Facebook.

Questa finestra sul mondo e sulle vite di ogni suo iscritto, ha praticamente stravolto il modo di comunicare e interagire di una importante fetta della popolazione mondiale.

Non c’è mattina che non si legga di un risveglio con caffè o di una condivisione da una delle tante pagine che affollano questo social network, come se quando esci di casa incontri il tuo vicino saluti e gli offri il caffè, tutto però in uno spazio virtuale che osservano milioni di persone.

Ormai per alcuni non c’è cosa che fanno che pubblicano su questo social, sveglia, caffè, doccia etc etc, come se questo far partecipe gli altri delle loro azioni li facesse sentire meno soli o più interessanti.

C’é poi la categoria dei supereroi, quelli che salvano il mondo con i le loro pubblicazioni quelli che sanno tutto e ti spiegano fin nei minimi dettagli anche ciò che qualcun altro ha letteralmente inventato.

Insomma un mondo pieno di tutto e di niente, notizie false date per vere e quelle vere cha a volte, visto le tante false, passano per non vere.

A mio avviso utilizzare questi strumenti è molto utile se fatto nella maniera giusta, mantenere i contatti con chi è molto lontano, utilizzarlo come veicolo per diffondere le proprie azioni commerciali o sociali e politiche, scherzare e giocare con amici e parenti, ma sempre tenendo conto che il mondo reale, quello che ci gira intorno nelle nostre case, per strada o nei luoghi di lavoro è quello con cui bisogna interagire.

Una stretta di mano, un caffè al bar o una bella serata passata a ridere e scherzare non potrà mai essere eguagliata da una fredda sequenza di caratteri su di uno schermo, anche se aggraziati da emotions più o meno simpatici.

Vivere in fretta si ma ogni tanto fermatevi e fate scorrere la vita tra le vostre dita.

Rieccomi

Dopo una pausa lunga quasi 8 mesi riprendo a scrivere su questo mio spazio.

In questo periodo ho potuto constatare un peggioramento di questa assurda società che stiamo costruendo.

Il decadimento dei valori, la frenetica ricerca dell’apparire, l’assenza totale di una vera ideologia mi fa vedere degli spettacoli veramente indecorosi.

Giovani con buone capacità che si annullano all’insegna di un’appartenenza e che ricorrono menzogne degne di incantatori di serpenti, adulti che si credono ragazzini e vorrebbero avere lo stesso punto di vista della vita dei quindicenni di cui potrebbero quasi essere nonni, donne che si espongono in vetrine virtuali come le merci in vendita al mercato, insomma tutto tranne che una vera ricerca di soluzioni ai problemi di una società che non somiglia nemmeno lontanamente a quel modello che si sarebbe dovuto costruire dopo le follie e gli orrori della seconda guerra mondiale.

Uno Stato sempre più assente e distante dalla gente comune, una struttura sociale inesistente che dimentica chi è impossibilitato a condurre una normale esistenza, una classe politica e dirigente che ormai non ha nessuna morale e come un cancro invincibile continua a creare una condizione di potere e corruzione inarrestabile.

Nonostante questi scenari raccapriccianti la mia voglia di combattere e cercare di ridare fiducia e forza a chi vuole sentirsi libero non si arresta. Con le persone libere che intendono continuare a dare speranza si sta provando a ricostruire quegli strumenti che credevamo aver trovato e che ci sono stati tolti con un tradimento.

Nella speranza che la coscienza di ogni singolo si svegli, che ogni singolo con le proprie scelte diventi elemento di questo cambiamento continuo la strada intrapresa con la stessa tenacia di sempre.