Io e il Movimento 5 Stelle

Mi succede sempre più spesso che incontrando persone che non vedo da diverso tempo debba spiegare loro la mia spiacevole vicenda legata all’attivismo politico nel Movimento 5 Stelle.

Ho quindi deciso di descrivere quello che è stato il mio percorso e come sono realmente andate le cose.

Fino al 2007 ho cercato di seguire da lontano le evoluzioni politiche di un Paese che da molto tempo ha perso la capacità di esprimere grandi statisti. Ho sempre pensato che esprimere il proprio voto con consapevolezza e seguire le regole bastasse, ma ad un certo punto è stato palese che ormai ciò non era più sufficiente.

Accolsi con soddisfazione l’iniziativa della raccolta di firme per un Parlamento pulito, andai a firmare pensando che questo contribuisse realmente a modificare la situazione, con la premessa che nonostante la bontà dell’iniziativa il modo in cui fu affrontata la campagna non la considerai mai entusiasmante.

Il 2008 gli italiani, nonostante avessero firmato per quella iniziativa, nelle urne riconfermarono quegli stessi politici collusi e corrotti. Mi resi allora conto che si doveva fare qualcosa, ma non sapevo bene cosa. Iniziai così a frequentare forum che si occupavano di politica, fino a arrivare sui social network dove nel 2009 iniziai a seguire quello che sembrava un fenomeno spontaneo, un gruppo di internauti che sotto la spinta del malcontento si passavano parola per ritrovarsi e chiedere con forza le dimissioni di chi aveva per quasi un ventennio stravolto l’Italia.

Iniziai così a interagire con quello che fu chiamato “Popolo Viola”.

Con forza si difendeva il diritto all’informazione, i principi fondanti della carta costituzionale e il ripristino di quella morale che sembrava non interessare più nessuno.

Ma ahimè dopo sei mesi di manifestazioni, dibattiti e fatica a tenere anime diverse insieme l’amara scoperta che tutto ciò era stato pilotato e finanziato da chi mangiava al tavolo del potere.

Deluso ma non sconfitto decisi allora di avvicinarmi a quello che quasi contemporaneamente era nato a Firenze da un personaggio che non mi dava fiducia e che aveva posto il vincolo di proprietà sul “Movimento 5 Stelle”.

Critico sin dal mio avvicinamento iniziai subito, dopo aver conosciuto le persone che facevano parte di questi gruppi detti meet-up, a cercare in rete forum e discussioni aderendo a un gruppo che chiedeva un incontro conoscitivo nazionale e su cui immediatamente cadde la scure di Grillo con un sistema che di democratico non aveva proprio nulla. Un semplice post-it sul blog non discutibile e con cui si vietava di fatto qualsiasi incontro nazionale, pena la diffida legale a poter utilizzare nome e simbolo del neonato movimento.

Ricordo come fosse ieri le interminabili audio riunioni con decine di attivisti da tutta Italia, da cui emerse un documento, lettera, da inviare a Grillo chiedendogli di ripensare a questa sua assurda imposizione e darci l’opportunità di incontrarci e scambiare le nostre esperienze territoriali. Ma già in quel gruppo si fecero forti resistenze e non raggiungendo una vera e propria uniformità di intenti quella che era una semplice richiesta fu accantonata.

Cosa fare? Lasciare tutto e disinteressarsi lasciando che tutto andasse in malora?

Avevo conosciuto un gruppo di persone che erano motivate come me e che senza nessuna ambizione personale volevano fare qualcosa per migliorare la condizione in cui la corruzione di questi 60 anni di democrazia post fascista ci avevano portati, perciò decisi che nonostante non avessi nessuna fiducia in Grillo e ancor meno in quel fantomatico “staff” valesse la pena provare a rendersi attivi e partecipi di un cambiamento.

Da quel momento in poi la mia giornata si divideva in lavoro e attivismo, impegnavo le ore della giornata a lavorare e quelle serali e notturne a creare strumenti comunicativi per avvicinare quante più persone si poteva a questa nuova sfida.

Andare in piazza con qualsiasi tempo, sentirsi sbeffeggiati dai tanti che ritenevano questa una perdita di tempo, subire spesso l’ostruzionismo di chi doveva dare autorizzazioni e permessi, ma nonostante tutto eravamo un gruppo e insieme ci davamo forza.

Così arrivo anche una grande manifestazione nazionale organizzata da Grillo e fantomatico staff. Era settembre del 2010 in quel di Cesena ci ritrovammo in diverse decine di migliaia al Woodstock a 5 stelle. Sacrifici di tempo e di soldi con la speranza di riuscire a trovare sempre maggiori consensi.

Da li a pochi mesi si sarebbero svolte le comunali di Cosenza e Catanzaro, ci attivammo per creare la prima lista in Calabria, eravamo pochi e non promettevamo nulla due cose che in politica non pagano. Fare la lista per Cosenza fu veramente un’impresa ma con caparbietà lavorammo giorno e notte e riuscimmo a reclutare 24 candidati, il minimo per poter partecipare.

Da quella esperienza nacque la mia grande convinzione che il progetto del M5S era serio e si poteva realizzare. Nessuna ingerenza nella scelta dei candidati se non il fatto che avessero una fedina penale immacolata, nessuna ingerenza nella stesura del programma se non i 5 punti cardine : acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività, ambiente.

Il risultato non fu certo una vittoria ma ci diede la spinta per far nascere in tutta la Calabria quella scintilla che poteva essere l’inizio di un grande incendio. Il 2 giugno del 2011 ci fu la il primo incontro di tutti gli attivisti delle 5 province, nasce il M5S Calabria.

Salto una buona parte delle cose che in quasi due anni di attività si sono realizzate e arriviamo a settembre 2012 quando si è ufficializzata la partecipazione alle politiche del 2013. Il gruppo era ormai cresciuto e da quei 9 che eravamo ora le riunioni a volte erano frequentate da più di 40 persone. Si erano fatte anche altre riunioni regionali dove si era arrivati a numeri importanti oltre cento partecipanti. La nostra attività ci aveva resi piuttosto noti tra gli attivisti calabresi e quando si parlò di elezioni politiche molti che non si erano mai visti spuntarono come funghi. Tante le diatribe sulla necessità di avere candidature presentabili e alla fine, con la solita democrazia, vennero imposte le liste già certificate. In Calabria l’unica lista era quella di Cosenza- Ci ritrovammo nuovamente tutti noi a essere attori di questa nuova avventura.

Lo spirito che aveva sempre guidato il gruppo riemerse con forza. Dopo accese discussioni e interminabili riunioni la decisione di chiedere al fantomatico staff, considerato che 24 candidati non erano sufficienti per i collegi calabresi, di aprire le candidature a tutti gli attivisti con una lettera firmata da tutti i candidati della lista certificata il 2011. Così fu e si stabilirono delle regole che tutti gli iscritti prima del 31/12/2011 e certificati prima del 30/06/2012 potevano avanzare la loro candidatura. Scoprimmo così che in Calabria c’erano decine e decine di iscritti che mai avevano  partecipato a discussioni o manifestazioni fatte fino a quel momento.

Anche in questo caso la non ambizione e la ricerca del meglio venne usata come parametro. Ragionando su un consenso tra il 10 e il 15%, noi che ci eravamo più esposti e perciò facilmente più riconoscibili avevamo più chance degli altri, ma con quelle previsioni avremmo potuto eleggere due Deputati e un solo Senatore, considerato che le candidature erano legate all’età chi aveva più di 40 anni al Senato e fino a 40 anni alla Camera, io che dovevo competere nel gruppo mi feci da parte per lasciare maggior spazio a chi aveva maggiori competenze. Il fantomatico staff chiese che tra i certificati della lista di Cosenza si scegliesse una persona che assumesse il ruolo di delegato regionale, il gruppo mi propose e io accettai.

Il resto è scritto nel risultato che la Calabria ha dato, il 33% nelle province di Cosenza e Crotone con punte anche del 34% il 20% della provincia di Reggio Calabria e il 18% di quella di Vibo Valentia. Ma subito dopo, anzi qualche giorno prima nel mio ultimo incontro con il comico genovese, mi resi conto che di questa terra, per cui io darei la vita, a lui non gliene fregava assolutamente nulla, anzi era quasi infastidito di doverci per forza di cose venire. Ma ormai era tardi tutto era pronto e i calabresi erano tanti, come dare spazio a questa mia chiara e netta sensazione? Non lo feci e mi portai addosso questo enorme fardello nella speranza che una volta raggiunto il Parlamento le cose sarebbero state diverse.

Subito dopo le politiche ci fu la partecipazione alle europee, allora scrissi al fantomatico staff per conoscere i parametri necessari alle candidature, poiché se vi fossi rientrato la mia formazione necessitava di un adeguamento sia nella conoscenza della lingua inglese che dei fondamenti di diritto comunitario con adeguati corsi di formazione. Come da prassi del fantomatico staff la risposta non ci fu mai.

Decisi allora di non candidarmi per le europee e accettare la proposta del gruppo di Montalto di essere il loro candidato a Sindaco nelle imminenti elezioni comunali. Preparata la documentazione la inviai al fantomatico staff che certificò la lista, 16 guerrieri contro un esercito di oltre cento candidati da una parte e 60 dall’altra. Una campagna elettorale che è partita subito con l’essere boicottata da 4 dei 6 parlamentari eletti nel Movimento 5 Stelle un anno prima. Sono soddisfazioni per chi si è speso anima e corpo in un progetto. Ma ciò non basta perché l’aver fatto una campagna elettorale senza nascondere le reali condizioni di difficoltà del Comune e preannunciando denunce agli organi competenti, le controparti sono corse ai ripari acquistando voti a go go e utilizzando qualsiasi mezzo pur di fermare quei 16 guerrieri. Risultato che per  pochissimi voti non è scattato il seggio.

Ma questo non è tutto. Da li a poco si preparavano le regionali, nonostante i ripetuti inviti da parte dei tanti attivisti calabresi, dichiarai sin da subito che non mi sarei mai candidato a nessuna carica per quelle elezioni, ritenendo non corretto essere onnipresente in campagna elettorale. Ma chi era abituato a dire una cosa e farne un’altra non credette a questa mia affermazione  e approfittando di una mia dichiarazione fece arrivare al fantomatico staff una segnalazione che provocò la mia diffida all’utilizzo del nome e del simbolo da parte dei legali di Grillo.   Qui troverete le “gravi” motivazioni della mia diffida e qui il documento ufficiale di diffida.

Dopo che per volontà in Calabria non si riesce a avere nessun risultato rilevante, vedi ultime comunali, e con la nascita del direttorio e dopo le ultime immense contraddizioni di quello che doveva essere un sogno di libertà, forse non è stato un male che le cose siano andate in questa maniera per me.

Era giusto che a distanza di due anni io rendessi pubblico tutto ciò.

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4 thoughts on “Io e il Movimento 5 Stelle

    • Daniele purtroppo sul passato nulla possiamo fare, se non assumerci tutte le nostre responsabilità, per il presente stiamo vivendo una situazione a dir poco paradossale, dove la mediocrità è il fattore predominante, per il futuro possiamo solo impegnarci a creare i presupposti per dare una valida alternativa alle trappole che la cattiva politica ha fatto si che si creassero per chi stanco e disilluso guarda alla protesta e non alla proposta.

  1. Marcello, apri ila tua associazione per Progetto X! Segui le regole democratiche come hai sempre fatto e continua a lavorare per i tuoi cittadini! Un saluto, Giampaolo.

    • Caro Giampaolo sai che ho fatto parte del gruppo di start-up di Movimento X, sicuramente con attori sbagliati ma in quel contesto ho deciso di non seguire più quel progetto.
      Un saluto affettuoso
      Marcello

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